venerdì 8 marzo 2013

Acqua e polvere

Stanotte ho dormito nella camera del mio Lui e di suo fratello di quando avevano 15 anni. No, non è stato un incubo, purtroppo è la realtà.

Un amico muratore ieri pomeriggio è venuto a casa nostra e dopo un'ispezione ha decretato che siamo fregati, dipingendo scenari apocalittici riguardanti il nostro bagno nei prossimi giorni (mesi?): "Sicuramente è uno scarico rotto, sicuramente dovrete spaccare tutto, rifare l'impianto, il pavimento, il terrazzo. Ah, e sarebbe meglio se per qualche giorno non usaste nessuno scarico, così escludiamo che sia la pioggia che filtra dal terrazzo, trasferitevi dalla tu mamma".
Amen.
Queste ultime parole hanno cancellato dalla mia mente anche i soldi fluttuanti che se ne andavano dal mio portafoglio sbattendo le alucce piumate, come nei fumetti.
Dalla su mamma.
Addio. E' stato bello, finchè è durato.

No, povera donna, lei credo sia felicissima di poterci lavare-stirare-governare ("governare" a Frittole vuol dire dare da mangiare), ma a me, che sono indipendente più o meno da quando ero al liceo, è venuta l'orticaria.
Lui era talmente avvilito che non aveva più nessuna forza, così, preso il trolley rosso, buttati dentro cambi e spazzolini, l'allegra brigata dei due musoni si è trasferita.
Dopo una parca cena (a casa loro si cena presto, noi siamo arrivati alle 8 e abbiamo mangiato soli) piuttosto che stare lì in soggiorno a guardare la Champions con Lui e suo padre, sono andata a letto. O meglio, ci ho provato.

La cameretta è un bazar rimasto tale dalla notte dei tempi. Sciarpe delle squadre di calcio penzoloni, pupazzi improponibili, la collezione di pacchetti di sigarette, poster con auto da corsa, modellini e una parete con appiccicate foto varie delle sue ex, biglietti di concerti, discoteche e una fantastica foto con dedica di Marina La Rosa... il tutto ricoperto da una fitta coltre di polvere.

Ora, credo ci siano due tipi di mamme: quelle come la mia, che quando me ne sono andata ha buttato giù una parete di camera mia per ampliare il salotto, e quelle come la sua, che hanno tenuto tutto nella posizione in cui era al momento della dipartita dell'adorato figliuolo, come fossero reliquie di un santo. Trattandosi di santo collezionista, ha lasciato oggetti e oggettini di ogni genere, che rendono impossibile la pulizia se non impiegandoci 4 o 5 ore, da qui la coltre di grigio polvere che ha divorato tutto.
Inoltre, c'era un microclima tipico del deserto del Sahara a mezzogiorno, con riscaldamenti a palla, che detto da una freddolosa è una garanzia.

Così, io, con l'ansia che mi contraddistingue, mi sono messa a letto, e ho iniziato a tossire e non respirare perchè mi immaginavo i granellini di polvere che mi entravano dal naso fin dentro i polmoni. Anche qui, come nei fumetti, con sguardi bellicosi e famelici. Mi sono fatta venire quasi l'asma dall'ansia. E ovviamente non ho chiuso occhio, almeno fino a quando non ho spalancato la finestra.

Sono stata tutta la notte con la finestra aperta, e stamani alle 6.20 ero già al lavoro, con la luna storta e la faccia da zoombie, e le grane temo debbano ancora cominciare.

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